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giovedì 19 luglio 2012

Festa de Noantri. Storia & Foto

La madonna del Carmine in processione a S.Pietro dentro la spina di  borgo poi demolita 1930


Appuntamento tradizionale che da decenni coinvolge tutti gli abitanti del rione Trastevere, insieme ai tanti cittadini romani e ai numerosi turisti. Centro e fulcro della festa sono i festeggiamenti in onore della Madonna del Carmine, la cui devozione risale a 500 anni fa. 

Nel 1505 infatti alcuni pescatori trovarono, al largo della foce del Tevere, una cassa galleggiante con la statua lignea della Vergine e la portarono risalendo il fiume (da qui anche il nome di Madonna Fiumarola) fino alla Chiesa di S. Crisogono a Trastevere. 


Ancora oggi, durante la festa l'effigie della Vergine viene portata in processione sia per le strade del rione che in barca lungo il fiume.



La Festa de Noantri (cioè: "di noi altri", in opposizione a "voi altri che abitate in altri quartieri") si celebra in onore della Beata Vergine del Carmelo in occasione della Sua ricorrenza liturgica, dal 15 al 30 luglio nel rione Trastevere di Roma. E' senza dubbio una delle feste più sentite dal popolo romano.


Le origini della festa pare risalgano al 1535: si tramanda infatti che dopo una tempesta fu rinvenuta alla foce del Tevere da alcuni pescatori una statua della Vergine Maria scolpita in legno di cedro. La Madonna, per questa ragione chiamata “Madonna Fiumarola”, fu poi donata ai carmelitani (a cui si deve il titolo "Madonna del Carmine") della chiesa di San Crisogono a Trastevere (in piazza Sonnino); divenne così la Santa Protettrice dei Trasteverini.


La statua si trova ora nella chiesa di Sant'Agata, nella piazza a metà percorso di via della Lungaretta (piazza S. Giovanni de Matha): da qui ogni anno il sabato dopo il 16 luglio (solennità liturgica della Beata Vergine del Monte Carmelo) una statua lignea policroma del XIX secolo che raffigura la Madonna del Carmine viene portata in processione per le vie del rione fino alla chiesa di San Crisogono, dove sosta per otto giorni, prima di tornare con un'altra processione nella chiesa di appartenenza. Nel tempo la festa si è trasformata per venire incontro alle esigenze turistiche, perdendo così il suo carattere popolare, ma conservando il suo forte sentimento religioso.

San Crisogono

All'inizio del Viale di Trastevere sorge San Crisogono, chiesa anteriore al 499 e ricostruita nel 1129 per esser successivamente restaurata da Gian Battista Sorìa nel 1626 per cura del cardinale Scipione Caffarelli Borghese ed ancora nel 1866. 

La semplice facciata a timpano è preceduta da un ampio portico d'ordine dorico con quattro colonne di granito tra due corpi laterali a lesene, sull'attico del quale vi è una sfilata di vasi, nonché aquile e draghi borghesiani. 
Il massiccio campanile romanico (1124) è coronato da un cuspide, al di là del quale si possono vedere il fianco della chiesa e l'abside del XII secolo. 
L'interno, basilicale, è diviso da tre navate da ventidue antiche colonne di granito con capitelli di stucco, aggiunti con il restauro apportatovi nel Seicento, e fu decorato da Pietro Cavallini. Alla sua scuola appartiene il mosaico absidale. Due colonne di porfido, le più grandi che siano a Roma, sorreggono l'arco trionfale. Il bel pavimento cosmatesco ricopre l'intera superficie della chiesa. Nel soffitto seicentesco a grandi lacunari intagliati e dorati con fondo azzurro è posta una copia del "Trionfo di San Crisogono", magnifica opera del Guercino.




S.Agata


La chiesa deve l'attuale aspetto ai lavori del 1671 immediatamente sospesi, ed a quelli del 1710 portati a termine dall'architetto Giacomo Recalcati. Già esistente all'inizio del XII secolo, fu lungo il corso degli anni ampiamente ristrutturata. Ha la facciata caratterizzata da un leggero aggetto e dall'inserimento di elementi borrominiani. 

All'interno si conserva la veneranda statua lignea della Madonna del Carmine, che è il vero principio motore della Festa de' Noantri, festa rionale ricorrente nel mese di luglio. 
La chiesa viene anche chiamata Sant'Agata "Ad Colle Iacentes" poiché si trova alle falde dei colli Gianicolensi.



S.Maria in Trastevere





 La basilica fu probabilmente il primo luogo ufficiale di culto cristiano a Roma. Secondo la leggenda, fu fatta edificare da papa Callisto I nel III secolo e fu terminata da San Giulio. Ricostruita durante il pontificato di papa Innocenzo II ebbe in seguito decorazioni e restauri, tra cui notevoli quelli promossi da papa Clemente XI (1702) e da papa Pio IX (1870), senza che però la chiesa subisse alterazioni sostanziali. Molte parti della chiesa risalgono al XII secolo; importanti i mosaici, specialmente quelli delle facciate e quelli dell'abside realizzati da Pietro Cavallini e raffiguranti la "Vita della Vergine". Il campanile costruito nel XII secolo ha in cima un piccolo mosaico raffigurante la Vergine. Il portico fu rimodellato nel1702 da Carlo Fontana. La balaustra è decorata da statue di papi. L'interno basilicale è a tre navate divise da ventuno colonne di granito, di vario diametro, tutte con capitelli ionici e corinzi. Il ricchissimo soffitto è a lacunari intagliati e dorati e con fondi policromi, su disegno del Domenichino (1617) del quale è la bella tela con "L'Assunta".





Luoghi & Processioni



Come ogni anno, si rinnova nel mese di luglio la processione; testimonianza dell'affetto che lega Trastevere alla Madonna del Carmine. Inizia il 16 luglio, con la Messa pontificale celebrata alle 17, nella chiesa di Sant’Agata, e termina lunedì 30. La manifestazione, promossa dalla venerabile arciconfraternita del Santissimo Sacramento e Maria Santissima del Carmine a Trastevere, prosegue con la tradizionale processione che, sabato 21 alle 18.30, vede portare la statua lignea attraverso le strade del rione Trastevere, a San Crisogono. Qui rimane per qualche ora e a mezzanotte, con una fiaccolata notturna, viene “riaccompagnata” a Sant’Agata.


Il percorso: L.go S. Giovanni de' Matha, Via della Lungaretta, Via della Luce, Piazza Mastai, Via della Luce, Piazza S. Francesco d'Assisi, Via S. Francesco a Ripa, Via Natale del Grande, Piazza San Cosimato, Via Roma Libera, Via Luciano Manara, Via delle Fratte di Trastevere, Viale Trastevere, Basilica di San Crisogono.

da via Natale del Grande a via delle Fratte di Trastevere 1957


Le luminarie di un tempo



Programma 2013 Religioso


Martedì 16 luglio:  7,30 - 10,30 Santa Messa Pontificale, presieduta da Mons. Matteo Zuppi, Vescovo Ausiliare del Settore Centro della Diocesi di Roma.
18,30 - Inaugurazione della Mostra:"Memorie Storiche dell'Arciconfraternita" all'interno della Chiesta di Sant'Agata.Concerto della Fanfara a cavallo della Polizia di Stato in Largo San Giovanni de' Matha














Sabato 20 luglio:  


17,00 - Santa Messa Pontificale nella Basilica di San Crisogono, presieduta da Mons. Filippo Iannone, Arcivescovo Viceregente della diocesi di Roma.(Basilica di San Crisogono)18,15 - Il Comune di Roma Capitale rende omaggio alla "Sacra Statua"18,30 - Inizio della tradizionale processione per le vie del rione Trastevere, alla presenza delle più alte cariche Religiose e Civili. All'entrata di San Crisogono la Fanfara dei Bersaglieri renderà omaggio alla Sacra Statua.Percorso: L.go S. Giovanni de' Matha, Via della Lungaretta, Via della Luce, Piazza Mastai, Via della Luce, Piazza S. Francesco d'Assisi, Via S. Francesco a Ripa, Via Natale del Grande, Piazza San Cosimato, Via Roma Libera, Via Luciano Manara, Via delle Fratte di Trastevere, Viale Trastevere, Basilica di San Crisogono.








Domenica 21 luglio: 

Orario delle SS. Messe in San Crisogono: 8,30 - 11,00 - 12,00 - 18,00 - 22,00Alle 22,00 la statua della Madonna dl Carmine tornerà processionalmente in Sant'Agata
















Da Lunedì 22 a Sabato 27 luglio: 


Solenne Ottavario in Sant'Agata, Santuario della Madonna del Carmine in Trastevere
SS. Messe: 10,30 - 17,00 - 18,30
La S.ta Messa delle ore 17,00 presieduta dai Parroci del Rione di Trastevere



Domenica 28 luglio: 

 Orario delle SS. Messe: 8,30 - 10,00 - 11,00
Alle 18,30 Inizio Processione "Madonna Fiumarola" presieduta da S.E. Mons. Paolo Selvadagi Vescovo Ausiliare eletto del Settore Ovest della Diocesi di Roma. L'arrivo a Ponte Garibaldi è previsto per le ore 19,30, il coro Nuova Arcadia renderà onori alla Sacra Statua, proseguimento della Processione fino alla Basilica di Santa Maria in Trastevere.
Percorso: 19:00 - Inizio Processione da Ponte Sant' Angelo
20:00 - Arrivo alla Calata degli Anguillara (Ponte Garibaldi), Viale di Trastevere, Piazza Sonnino,
Largo San Giovanni de Matha, Via della Lungaretta, Piazza Santa Maria in Trastevere, ingresso nella Basilica di Santa Maria in Trastevere.
Al termine della processione saranno benedette e distribuite ai fedeli le rose della Madonna del Carmine.





Lunedì 29 luglio:  


Alle 6,30 Solenne Messa Pontificale nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, presieduta da Mons. Ernesto Mandara, Vescovo della Diocesi Suburbicaria di Sabina - Poggio Mirteto .7,00 Solenne Processione di rientro in Sant'Agata, la Sacra Immagine rientra nel suo Santuario, ove sarà custodita tutto l'annoPercorso: Piazza Santa Maria in Trastevere, Via della Paglia, Piazza Sant'Egidio, V.lo del Cedro, Viadel Leopardo, V.lo del Mattonato, V.lo dei Panieri, Via dei Panieri, Via Garibaldi, Via di Santa Dorotea, Piazza San Giovanni della Malva, Via Benedetta, Via del Moro, Piazza Sant'Apollonia, Via della Lungaretta, Largo San Giovanni de Matha, Chiesa di Sant'Agata.8,30 Santa Messa di ringraziamento in Sant'Agata, Santuario della Madonna del Carmine in Trastevere.




Il programma dei festeggiamenti civili è ancora in via di definizione, ma la direzione artistica degli spettacoli, che si terranno dal 20 al 28 luglio in largo de Matha (vicino piazza Sonnino), è affidata al Maestro Fabrizio Masci. Il Maestro, insieme al suo gruppo, gli Stornellatori, e a molti altri interpreti della Canzone Romana, ci riporterà nel vivo della piena tradizione popolare, anche grazie ai tre giorni del Festival di Trastevere , con le più belle canzoni romane e la possibilità, per tutti, di partecipare (l’iscrizione per partecipare al concorso è di 15 euro; contattare il Maestro Masci: 347 52 74 914). Tra gli artisti che prenderanno parte alla manifestazione ci saranno Giorgio Onorato, Renzo Renzetti, Serena D’Ercole, Gianluca Carlini, Maurizio Fortini.
Questo il programma musicale:


Sabato 20 luglio Giorgio Onorato in concerto

Domenica 21 luglio Concerto degli Stornellatori

Lunedì 22 luglio Prima selezione Festival di Trastevere

Martedì 23 luglio Serena D’Ercole in concerto con Gianluca Carlini, ospiti Roberto e Maurizio

Mercoledì 24 luglio Seconda selezione Festival di Trastevere

Giovedì 25 luglio Renzo Renzetti in concerto. Ospite il coro del Pontile di Ostia

Venerdì 26 luglio Finale Festival di Trastevere

Sabato 27 luglio Maurizio Fortini in concerto

Domenica 28 luglio Concerto degli Stornellatori.

Le serate saranno presentate da Angelo Blasetti.Gli arrangiamenti e le musiche saranno eseguite e curate dal Maestro Fabrizio Masci


The Festa de' Noantri, an important annual festival, takes place in the Rome district of Trastevere until 29 July. Central to the festival, which dates back to the start of the 16th century and whose name "Noantri" (noi altri) translates as "ours", is the religious celebration of the Madonna of Mount Carmel. 


The main event is the procession at 18.30 on 20 July when a bejewelled and splendidly-dressed statue of the Virgin Mary is carried through the streets of Trastevere from the church of S. Agata towards the church of S. Crisgono, where it stays for eight days before returning home again on 29 July. 




The origins of this popular festival date to 1535 when a group of local fisherman discovered the statue of the Madonna at the mouth of the river Tiber during a storm. The statue was entrusted to the Carmelite friars at S. Crisgono in Piazza Sonnino, and became the patron saint of Trastevere. 


It was originally housed in a chapel specially built by Cardinal Scipione Borghese but in 1890 this was demolished to make way for Viale del Re, now known as Viale Trastevere. The statue was then moved to the church of S. Giovanni dei Genovesi, where it stayed for a few decades, before being moved to its present home at S. Agata church in Largo S. Giovanni de Matha, halfway along Via della Lungaretta



According to tradition, the statue only leaves its home once a year: on the first Saturday after the feast day of the Blessed Virgin of Mount Carmel on 16 July




The full religious programme, including the routes of the procession can be found on the Festa de' Noantri website. However unlike in previous editions, this year there is no parallel programme of cultural events in Trastevere, allegedly due to lack of city funding.


L’estate romana esplosa nonostante il tempo incerto e gli acquazzoni improvvisi sempre in agguato, contempla eventi di ogni genere per tutti, e tradizioni centenarie, che si rinnovano oggi come ieri, incuranti dei conflitti tra antico e moderno, sacro e profano, tradizioni locali e attrazioni turistiche, pronte ad invadere i vicoli del Rione romano, nato con l’attività fluviale e le botteghe, l’animo popolare e multiculturale.
Come da lunga tradizione che torna a ripetersi, la festa trasteverina parte sabato 21 luglio con laprocessione religiosa, che porta ancora a spalla lungo i vicoli del rione e in barca lungo il fiume, la statua della Madonna del Carmelo (o del Carmine), in ricordo di quella vergine fiumarola protettrice de’ Noantri venerata sin dal 1535 con una trama intessuta di storia, fede e folclore





Festa de Noantri is one of the most famous and popular festivals in the Trastevere neighborhood of Rome. Out and out, a religious procession where the statute of Madonna Fiumarola passes through the streets and creates a festive atmosphere all over.
There is a myth associated with this celebration that maintains that post a storm in an unspecified year, a statue of the Virgin carved in cedar wood was caught in the nets of local fishermen from Rome. The statue was donated to the church of Sant'Agata where it became an object of veneration.
As a sign of respect and tribute to the Virgin, the locals of the Trastevere district undertake this festival in a very religious note. The statue of the Madonna is taken from Sant’Agata, carried by about ten men and led by the local bishop dressed in his finery. It is paraded through the packed and narrow streets to the church of San Crisogno, where it remains on display for eight days.
Food and wine flow from street vendors throughout the area, making Festa de Noantri a great opportunity to see Roman traditions outside the tourist mainstream. Street theatre, dances and music are the constant companions of the proceedings.
Festa de Noantri is the celebrations that are carried out on account of the parade that take place with the statue of Madonna Fiumarola.


















Largo DE MATHA







Piazza  GIUSEPPE GIOACHINO BELLI













Notizie tratte da Wikipedia ed il sito festa de noantri

domenica 15 luglio 2012

Vascellari, Santa Cecilia e limitrofi

1900 casa detta "dei Fieramosca"

E.Roessler Franz casa dei Fieramosca 1882

La caratteristica casa-torre medioevale (nella foto sopra), situata ad angolo tra piazza di S.Cecilia e piazza dei Mercanti, risale alla seconda metà del XIII secolo. La tradizione vuole che qui vi abbia soggiornato il famoso capitano di ventura Ettore Fieramosca, reduce dalla disfida di Barletta del 13 febbraio 1503, prima di partire al seguito di Prospero Colonna per trasferire in Spagna, nel maggio del 1504, il prigioniero Cesare Borgia. 


Piazza dei Mercanti 1900

Forse la leggenda trae soltanto origine da una scena che il D'Azeglio descrisse nel suo Ettore Fieramosca, ma a noi piace immaginare che il capitano abbia dimorato realmente in questa bella casa, che, seppure restaurata recentemente, mantiene le caratteristiche originali anche nei particolari, 

casa detta del fieramosca anni 70

come le eleganti colonne coronate da capitelli ionici e collegate tra loro da archi in laterizio, che denotano l'esistenza di un portico originario, successivamente tamponato, sostenuto da un pilastro d'angolo. Il loggiato superiore mostra una decorazione ad archetti ogivali poggianti su piccole mensole marmoree. L'edificio fu sicuramente di proprietà dell'Ordine degli Umiliati, una confraternita e ordine monastico sorto a Milano nel XII secolo, dedito alle arti tessili. Il movimento si proponeva un modo di vivere assolutamente all'insegna della povertà, con la ferrea regola di trarre il minimo indispensabile alla sopravvivenza tramite il duro lavoro e donare ai poveri tutto ciò che risultasse superfluo. L'Ordine fu soppresso da Pio V nel 1570.

Piazza dei Mercanti 1930

S.Cecilia

Santa Cecilia 1972
Storia e leggenda :

La leggenda vuole che la chiesa sorga sulla casa familiare di Cecilia, «...vergine illustre, nata da nobile stirpe romana», che subì il supplizio verso il 220.
La Legenda Aurea narra che papa Urbano I, che aveva convertito il marito di lei, Valeriano, ed era stato testimone del martirio, «...seppellì il corpo di Cecilia tra quelli dei vescovi e consacrò la sua casa trasformandola in una chiesa, così come gli aveva chiesto».


Incisione del Vasi

Il Titulus Caeciliae è in effetti attestato già dal V secolo. All'inizio del IX secolo papa Pasquale I, grande recuperatore di reliquie ed edificatore di chiese (Santa Maria in Domnica, Santa Prassede), ebbe in sogno la visione di Cecilia che gli rivelava la propria sepoltura; fece quindi erigere la chiesa in forma basilicale sul luogo della precedente e vi traslò il corpo.



santa Cecilia 1880



Santa cecilia 1900



Durante i lavori di ristrutturazione effettuati nel 1599 dal cardinale Paolo Emilio Sfondrati, (nipote di Papa Gregorio XIV, e il cui monumento funebre è quello che si vede nel portico, a destra) fu aperto il sepolcro di marmo e nella ulteriore cassa di cipresso che esso racchiudeva si ritrovò il corpo quasi integro della santa, vestito di bianco e con il segno delle ferite sul collo. L'evento fu considerato miracoloso tanto che anche papa Clemente VIII andò a constatarlo. Si commissionò allo scultore Stefano Maderno la riproduzione della figura così com'era stata ritrovata. L'eccezionale opera in marmo pario, attualmente esposta sotto l'altare maggiore, testimonia nei secoli l'evento.



santa cecilia 1938



Architettura e opere contenute:



La struttura originaria era classicamente basilicale: navata centrale sostenuta da dodici colonne collegate da archi a tutto sesto, soffitto a capriate, abside semicircolare con il catino decorato in mosaico (la decorazione originaria era però più ampia, coprendo anche i lati), piccola cripta sotterranea in corrispondenza dell'altare maggiore e senza dislivello con la navata.L'edificio fu abbellito e crebbe nei secoli successivi; accanto sorse successivamente un monastero, anch'esso dedicato a santa Cecilia e a sant'Agata. Papa Pasquale II fece costruire nel XII secolo il campanile (oggi leggermente pendente) e il portico, e nella seconda metà del XIII Pietro Cavallini vi affrescò il Giudizio universale, mentre Arnolfo di Cambio eresse il ciborio nel 1293.



Santa Cecilia 1918

A partire dal XVII secolo, e molto di più nel XVIII, le linee della basilica antica vennero fortemente modificate; pur lasciando inalterata l'abside, il presbiterio venne rialzato, il pavimento cosmatesco sostituito, le capriate del soffitto sostituite da un controsoffitto in legno (molti stucchi, dipinto centrale di Sebastiano Conca del 1725), le finestre furono ridotte e nuovi coretti vennero creati sopra le arcate tra le colonne (sorta di tardivo matroneo) riservato alle monache.

All'inizio del Settecento il cardinale Francesco Acquaviva d'Aragona affidò a Ferdinando Fuga un intervento di sistemazione esterno assai scenografico, il cui risultato fu l'attuale prospetto monumentale dell'entrata, con il nome del cardinale stesso ben in vista; nuovi ambienti destinati a sacerdoti e personale e la creazione dell'ampio cortile, con a destra il monastero delle suore francescane e a sinistra quello delle benedettine.

Via dei Vascellari


Via di s. cecilia, seguito dei vascellari prima della omonima piazza



Via dei Vascellari prende il nome dai vasellai, ovvero gli artigiani che fabbricavano e vendevano i vasi di terracotta (detti anche vaselli, cioè piccoli vasi), che in questa strada avevano i loro fondachi. Secondo alcuni potrebbe anche derivare dai fabbricanti di vascelli, vista la vicinanza della via con il porto di Ripa Grande, ma il termine con il quale questa zona veniva denominata nel Medioevo, ovvero dei Boccalari (fabbricanti di boccali) a Ripa, sembrerebbe più confermare la prima ipotesi. 



Al civico 61 di questa via è situato palazzo Ponziani (nella foto sopra), un edificio molto importante dal punto di vista storico, sia perché risale all'epoca medioevale (fu costruito intorno al Trecento) sia perché fu la casa dove visse e morì Francesca Bussa, ovvero S.Francesca Romana o, come veniva chiamata a Roma, Ceccolella. 



Case demolite ai Vascellari per la costruzione
dei muraglioni 1886

Francesca sposò a soli 12 anni Renzo Ponziani, della ricca famiglia di "macellari" romani, e qui visse insieme ai suoceri, Andreozzo Ponziani e Cecilia Mellini, ed al cognato Paluzzo, sposato con Vannozza De Felicibus. 
Case demolite ai Vascellari per la costruzione
dei muraglioni 1886
dopo le prime demolizioni il lungotevere alberteschi con ancora delle edificazioni che verranno demolite per far posto al ministero della salute

lunbgotevere alberteschi e casa dein mattei semi demolita prima dein restauri..edifici semi demoliti a piazza castellani dove poi sorgerà il centro la scarpetta


Particolare della casa dei mattei con le demolizioni davanti ponte cestio..prima dei restauri












































Fu un matrimonio di interesse ed infatti il suo unico pensiero fu 






















quello di compiere opere di bene, seguita in questo dalla cognata Vannozza. Così palazzo Ponziani divenne un ritrovo per poveri ed affamati, dove Francesca impegnava tutti i mezzi finanziari della famiglia. Naturalmente ciò portò a gravi conflitti con il marito e con il suocero, finché la famiglia fu allietata dalla nascita di tre figli, dei quali uno solo sopravvisse, Battista. Francesca fu madre e moglie perfetta, ma non rinunciò alla sua missione, tanto che fondò anche una comunità religiosa, quella delle Oblate di Monte Oliveto, che avranno poi una loro sede a Tor de' Specchi.


Mappa del Falda

Dopo la morte del marito, avvenuta nel 1436, Francesca si ritirò proprio nel convento delle Oblate, convinta di non tornare mai più a palazzo Ponziani. Invece, nel 1440, fu costretta a ritornarvi per assistere il figlio malato di peste, ma dopo averlo guarito, si ammalò lei stessa e fu costretta a rimanervi per farsi curare: vi morì dopo alcuni giorni, il 9 marzo 1440. Alla sua morte il palazzo passò in eredità al figlio e quindi alla nipote, Vannozza, che lo portò in dote sia al primo marito Mattia Muti che al secondo, Giovanni Battista Forteguerri, che piazzò il suo stemma all'angolo dell'edificio con via dei Salumi, tuttora perfettamente visibile. 


24 Maggio 1959 Papa Giovanni XXIII transita a via dei vascellari tra ali di folla

Il palazzo passò in seguito agli Altieri, sotto i quali divenne gradatamente un granaio, finché nel 1799 fu concesso al sacerdote don Gioacchino Michelini, parroco della chiesa di S.Salvatore, che lo trasformò in ricreatorio per i ragazzi poveri di Trastevere.

 Nel 1807 il sacerdote, insieme al canonico Antonio Muccioli, convertì il ricreatorio in luogo di adunanze per esercizi spirituali chiamati "mute", da praticare per otto giorni, come preparazione alla Prima Comunione. Si chiamò Opera Pia di Ponterotto, dal vicino ponte Senatorio, ed arrivò ad ingrandirsi, alla morte del suo fondatore don Gioacchino, avvenuta nel 1825, quando l'Opera Pia fu diretta da monsignor Belisario Cristaldi, con l'acquisizione di una casa attigua di proprietà delle sorelle fiorentine Rilli. Qui svolse la sua opera di apostolato Giovanni Mastai Ferretti, da semplice canonico, e vi compì visite apostoliche da papa, con il nome di Pio IX, come ricorda una lapide. Un'altra lapide ricorda che qui papa Giovanni XXIII celebrò una messa il 23 maggio 1959 e distribuì la Prima Comunione a 40 bambini. Attualmente l'Opera Pia ha mutato nome in Casa di S.Francesca Romana e funziona come pensionato per studenti e pellegrini.

Aldo Fabrizi a via dei vascellari ne ..l'ultima carrozzella

 Le facciate del palazzo presentano due ordini di finestre, al primo piano architravate con cornici di marmo, al secondo semplici; al pianterreno si aprono porte e finestre a tutto sesto. Al civico 44 possiamo notare una bella costruzione a torre (nella foto 1), decorata con vari inserti in marmo, posti anche a decoro delle finestre, e due belle colonnine, una posta a delineare una finestra bifora al primo piano, l'altra a sostenimento ed a decoro di due balconcini angolari dell'ultimo piano. L'edificio custodisce anche una bella statua della Madonna denominata Madonna dell'Immacolata, inserita nel muro all'interno di un arco a mattoni,

I marmi della chiesa Pede Pontis vengono riutilizzati e tagliati in un cantiere che per le stesse demolizioni ai vascellari si spostò accanto il san michele, si intrravvede l'arsenale pontificio a destra 1889

La chiesa ed il cantiere alle spalle di paede pontis gia demoliti e sgombrati, si intravvede alla fine di ponterotto a sinistra, le prime demolizioni  ai vascellari

abside di pede pontis ed il cantiere prima delle demolizioni..qui finiva via dei vascellari su piazza pede pontis e inizio del ponte rott

ed una lapide a memoria del partigiano Ciai Maitardi che vi nacque  . All'angolo della via con via dei Salumi si trova l'antica chiesa, oggi sconsacrata, di S.Andrea dei Vascellari , risalente ai tempi di Pasquale I (817-824) con il titolo di S.Andrea de Scaphis, probabilmente in riferimento agli scafi del vicino porto di Ripa Grande e dedicata al santo protettore dei pescatori.

s.andrea de scaphis 1930

l'ultima casa di cui si possono trovare porzioi di mura ed un num6 ancora visibile ormai oggi addossata ad un distributore all'ingresso della via

Nel 1574 la chiesa fu affidata all'Università dei Salumieri, che nella prima metà del Seicento si unì alla Confraternita del Ss.Sacramento di S.Cecilia; nel 1666, restaurata, fu affidata alla Confraternita dei Vascellari divenendo così oratorio con il nome di S.Andrea dei Vascellari. Dopo il 1942, quando la Confraternita si sciolse, l'oratorio fu sconsacrato ed adibito ad usi civili, mentre gli arredi furono trasferiti nella vicina chiesa di S.Cecilia. Durante la ricorrenza del Corpus Domini da qui partiva la cosiddetta Processione dei Bucaletti (i caratteristici boccali di coccio fabbricati dai vascellari, promotori della processione) durante la quale si trasportava la Madonna del Carmine, ovvero la stessa della Festa de Noantri: la processione fu vietata da papa Gregorio XVI nell'Ottocento a causa delle frequenti risse ed accoltellamenti che avvenivano alla fine, causate probabilmente dalle enormi quantità di vino che venivano distribuite. La facciata della chiesa, risalente al rifacimento del 1666, è molto semplice: divisa in due ordini orizzontali, separati da un marcapiano marmoreo, presenta al pianterreno un bel portale rinascimentale, inquadrato da una cornice marmorea; al secondo ordine si trovano due finestre inferriate, mentre un timpano triangolare conclude la facciata. L'oratorio oggi è sede di una falegnameria: si noti, all'angolo con via dei Salumi, un pezzo di colonna incassata nel muro.

Via Titta Scarpetta


via titta scarpetta 1940

Il toponimo di questa via, un tempo vicolo, è alquanto incerto: secondo alcuni, deriverebbe da un soldato chiamato Titta Scarpetta, che abitava in questa via e che si distinse, con il sacrificio della propria vita,  nell'assedio di Malta del 1559 contro i Turchi, impedendone la conquista dell'isola. Secondo altri, il nome potrebbe derivare dall'insegna di un'osteria che avrebbe poi dato il nome alla via oppure da un antico frammento marmoreo di una statua romana che raffigurava un piede calzato, incastrato nel muro all'angolo del vicolo e poi scomparso. Un probabile riferimento a questo frammento marmoreo è contenuto nella “Descrizione del nuovo ripartimento de' Rioni di Roma fatto per ordine di N.S. Papa Benedetto XIV nel 1744” di Bernardino Bernardini, dove, nell'elenco di “Strade Principali e Vicoli”, viene menzionato un “V(icolo) della Scarpaccia: A S.Benedetto in Piscinula”. Qualche anno dopo, esattamente nel 1748, G.B.Nolli, nella sua Mappa di Roma, attribuisce al tratto di strada corrispondente all'odierna via Titta Scarpetta il nome di Vicolo della Scarpetta. 


Oggi la caratteristica principale di questa via, che collega via dei Salumi a piazza Castellani, sono proprio i numerosi frammenti marmorei incastrati nelle mura degli edifici, quasi a voler confermare l'antica tradizione di esporre reperti antichi. Al civico 30, sotto un tondo con profilo di figura femminile, vi sono le seguenti lettere: LC. D. VI. CR.  

via titta scarpetta



 Al civico 4a uno stemma del marchese Honorati sormontato da una graziosa edicoletta moderna in pietra e ceramica smaltata, a forma di reliquario  







mentre al 4b si nota un architrave decorato  Diversi reperti archeologici, fra i quali un capitello, sono incassati nel muro al civico 5, un frammento d'architrave al civico 6 ed una colonna murata all'angolo dell'edificio. 




Al civico 27 vi è lo stemma di Sir John Norman Leslie  che fu proprietario dello stabile, sormontato da un ovale raffigurante la Madonna della Pietà.










 infine, al civico 28, un bassorilievo di terracotta  raffigurante un puttino. 









Al civico 25 si trova l'antico ingresso dell'Ospedale Pediatrico “La Scarpetta” fondato nel 1892 dalla società “Soccorso e Lavoro”, che prestava assistenza medica ai lattanti e cerc


ava lavoro ai genitori disoccupati. L'ospedale, inizialmente soltanto ambulatorio, fu successivamente ampliato nel 1930, anche grazie alla fervida attività della marchesa Giulia Centurione, con la nuova facciata, che tuttora prospetta su piazza Castellani (nel riquadro 3 con il n.1), costruita dall'architetto Tullio Passarelli. Il cortile del primo ospedale pediatrico di Roma conserva residui di basolato romano, nocchi di colonne ed un chiusino, mentre nelle cantine sono stati rinvenuti tratti di opus reticulatum, un'epigrafe ed altri reperti. Al pianterreno è situata una graziosa cappella decorata con affreschi raffiguranti antiche scene romane, come la “Festa della Madonna del Carmine”, il “Porto di Ripa Grande”, la “Veduta del Campidoglio” e la “Croce sullo sfondo dell'Aventino”; sulla porta situata di fronte alla cappella si trova uno stemma dell'antica famiglia romana Boccabella.